Eruzioni Etnee

Esplorare un affascinante ambiente vulcanico

La maggior parte dei vulcani si trova in corrispondenza di margini divergenti e dei margini delle zolle - tra cui anche l’Etna, ma vi sono vulcani che si trovano anche lontano dai bordi, all’interno delle zolle. Un’eruzione può assumere caratteristiche diverse in base a numerosi fattori, tra cui la composizione chimica del magma e degli strati che questo incontra durante la sua risalita nel serbatoio. Le eruzioni vengono suddivise in esplosive (ad esempio il Vesuvio) ed effusive (come l’Etna). Nelle eruzioni esplosive, il magma si frammenta in particelle di varie dimensioni che sono espulse nell’atmosfera con violenza e si raffreddano formando i piroclasti (scorie, ceneri e pomici). Nelle eruzioni effusive il magma emerso in superficie prende il nome di lava e forma colate che scorrono lungo i fianchi del vulcano. 

Alcuni vulcani hanno attività prevalentemente esplosiva, altri effusiva, ma in una stessa eruzione si possono avere fasi esplosive ed effusive. Molte eruzioni prendono il nome dei vulcani su cui sono peculiari: le attività possono essere (in ordine di intensità dalla più bassa alla più elevata), hawaiane, stromboliane, vulcaniane, freato-magmatiche e pliniane. Eruzioni hawaiane: tipiche dei vulcani delle Hawaii. Poco esplosive, sono costituite da colate laviche molto fluide. Le fontane di lava talvolta generate dalle eruzioni, possono raggiungere il chilometro di altezza. Eruzioni stromboliane: prendono il nome da Stromboli nelle Eolie e sono costituite da una successione di esplosioni moderate, separate da intervalli di tempo anche lunghi. Queste attività sono caratteristiche di molti vulcani, tra cui anche dell’Etna. Eruzioni vulcaniane: prendono il nome dall’isola di Vulcano. Le esplosioni producono soprattutto cenere, che è espulsa insieme con frammenti del condotto e con brandelli di lava viscosa. Eruzioni freato-magmatiche: sono fenomeni molto violenti innescati con lo scontro nel magma nell’acqua. Sono anche chiamate surtseiane, dalla formazione dell’isola di Surtsey in Islanda nel 1963. Eruzioni pliniane: sono costituite dalla formazione di colonne eruttive alte decine di chilometri, composte da ceneri, pomici e gas. Il termine “pliniano” deriva da Plinio il Giovane che descrisse la disastrosa eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano. Nel corso di queste eruzioni, la colonna eruttiva collassa su sé stessa per il troppo peso, ricadendo sui fianchi del vulcano dando vita ai flussi piroclastici, in grado di incenerire qualsiasi cosa al loro passaggio.