TAORMINA - NAXOS - CASTELMOLA

Taormina

Questa autentica perla della Sicilia è singolarmente unica per posizione e per forma urbana: due ali di una farfalla distese sul terrazzo di una rupe a picco sul mare. Protetta dalle ultime alture dei Peloritani, Taormina guarda a nord la costa fino a Messina e a sud l'Etna maestosa. E' forse la sua luminosità intensa, specchiata dal mare, a rendere così suggestivi i suoi ambienti e i suoi scenari. 

La splendida città di Taormina ha da sempre attirato visitatori illustri, dagli antichi greci ai viaggiatori stranieri del Grand Tour, che tra '700 e '800 fecero di questa località una meta obbligata del loro viaggio in Sicilia. Richiamati dal fascino e dalla bellezza di questa città affacciata al centro di uno straordinario contesto naturale, soggiornarono a Taormina il kaiser Guglielmo II e il re Umberto II, Wagner e Brahms, Marlene Dietrich e Greta Garbo, Klimt e Dalì, oltre a una schiera particolarmente folta di scrittori, tra cui Alexandre Dumas, Anatole France, Oscar Wilde, Truman Capote, Andrè Gide, David Herbert, Lawrence e Guy de Maupassant, che nel 1885 così scrisse "Se qualcuno dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: 'Cosa bisogna vedere?' risponderei senza esitazione: 'Taormina!'"  

Naxos

La tradizione racconta che i greci si erano tenuti lontani dalle coste siciliane, poiché le pensavano popolate da mostri e pirati d'efferata crudeltà. Questo fino a quando l'ateniese Teocle approdò naufrago su una delle spiagge orientali e, constatata la bontà del suolo siciliano, tornò con un contingente di calcidesi e fondò la prima colonia nel 734 a.c. proprio qui a Giardini Naxos avviando così la colonizzazione greca della Sicilia.

Castelmola

Una strada a monte di Taormina porta al luogo dove si suppone vi fosse l'acropoli di Tauromenion, occupato adesso dal Castello medievale, tuttora in buono stato di conservazione. Il borgo di Castelmola mostra evidente l'impatto medievale passeggiando per le stradine pavimentate si nota che gli adattamenti superficiali degli edifici non hanno alterato il complesso ambientale originario. Da piazza S. Antonio, che offre un bel panorama che spazia dalle pendici settentrionali dell'Etna alla costa, una scalinata scende alla chiesa di San Giorgio, probabilmente edificata nel XVII secolo, la cui pianta presenta l'anomalia di una seconda navata innestata ortogonalmente sul fianco destro della maggiore.